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Perdonanza Celestiniana
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«Il primo giubileo della storia.»
(Motto dell'eventocite-ref-sito-1-0[1])
La celebrazione fu istituita da mweapapa Celestino V nel mweq1294 con l'emanazione della mwegBolla pontificia mwewmwfaInter sanctorum solemnia (detta anche mwfqBolla del Perdono), con la quale concesse l'mwfgindulgenza plenaria a chiunque, mwfwconfessato e pentito, fosse entrato nella mwgabasilica di Santa Maria di Collemaggio dai mwgqvespri del 28 agosto a quelli del 29. L'evento, che nel mwgw2026 celebra la sua mwha732ª edizione, è dunque precursore del mwhqGiubileo universale della Chiesa cattolica istituito da mwhgpapa Bonifacio VIII nel mwhw1300 ed è stato nel tempo accompagnato da numerose altre manifestazioni di carattere civico e storico, che si svolgono durante tutta l'ultima settimana di agosto.cite-ref-storia-2-0[2]
La ricorrenza è "Patrimonio d'Italia per la tradizione" dal mwjq2011 ed è stata iscritta nella "mwjgLista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità" dell'mwjwUNESCO nel mwka2019.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Quadro storico
Fondata nel mwlq1254, sul finire del mwlgXIII secolo mwlwL'Aquila era una giovane città, che, avendo rapidamente accresciuto il suo potere ed essendosi schierata con la mwmaChiesa nella mwmqcontesa tra Papato e Impero, era già stata distrutta da mwmgManfredi (mwmw1259) e rifondata per mano di mwnaCarlo I d'Angiò (mwnq1265); la rifondazione angioina le donò inoltre una particolare struttura urbanistica formata da numerosi spazi urbani (mwnglocali) facenti riferimento ognuno ad un particolare villaggio della mwnwconca aquilana che aveva contribuito alla fondazione della città. Ciascun mwoalocale disponeva di una piazza, di una fontana e di una chiesa il che accentuò e radicalizzò tra i nuovi abitanti il senso di appartenenza al castello di provenienza.cite-ref-citt-3-0[3]
In questo quadro storico la città ospitò, nel mwsw1275, mwtaPietro Angelerio del Morrone, un religioso che, abbandonata la vita da eremita, aveva trovato temporaneamente rifugio presso l'abbazia di Santa Maria dell'Assunzione, su un promontorio poco fuori le mwtqmura dell'Aquila denominato Colle di Maggio; secondo la leggenda, fu qui che incontrò in sogno la mwtgVergine Maria e con lei concordò la costruzione di una nuova maestosa chiesa in quel luogo. I lavori cominciarono nel mwtw1287 e già l'anno successivo, precisamente il 25 agosto mwua1288, venne consacrata la mwuqbasilica di Santa Maria di Collemaggio.
Poco dopo la Chiesa si trovò alle prese con una difficile mwuwelezione papale a seguito della morte di mwvapapa Niccolò IV, avvenuta il 4 aprile mwvq1292. Le riunioni, che si rivelarono a lungo infruttuose, si tennero in numerose sedi mwvgromane, prima che un'epidemia di mwvwpeste causasse la morte di un porporato; ciò portò allo scioglimento temporaneo dell'assemblea. Nel mwwa1293 il mwwqCollegio dei Cardinali si riunì nuovamente, questa volta a mwwgPerugia, e fu sollecitato dallo stesso Pietro del Morrone a trovare nel più breve tempo possibile un nuovo pastore; a quel punto l'eremita divenne un candidato al Soglio e il 5 luglio mwww1294 il conclave lo designò all'unanimità come nuovo mwxapontefice.cite-ref-storia-2-1[2]
Celestino V e la Bolla del Perdono
Una delegazione di tre vescovi fu incaricata di portare la notizia a Pietro del Morrone, che si trovava in eremitaggio sulle mwywmontagne del Morrone, e contestualmente si mosse alla volta degli mwzaAbruzzi anche mwzqCarlo II d'Angiò; il monaco accettò l'investitura non senza titubanze e, all'alba del 25 luglio mwzg1294, un corteo si mosse dall'mwzweremo di Sant'Onofrio al Morrone (nell'attuale comune di mwaaSulmona) per raggiungere L'Aquila, dove era stato convocato il Sacro Collegio. Il 29 agosto di quell'anno, nella mwaqbasilica di Santa Maria di Collemaggio, da lui stesso fatta costruire, e alla presenza di re Carlo II, di suo figlio mwagCarlo Martello e numerosi tra cardinali e principi, gli furono consegnate le vesti pontificali e l'eremita divenne papa con il nome di mwawCelestino V.cite-ref-storia-2-2[2]cite-ref-fuoco-5-0[5]
Celestino V fu in realtà protagonista di un papato brevissimo, dal momento che si dimise nel dicembre dello stesso anno e morì imprigionato nel mwfw1296; i suoi quattro mesi di pontificato non furono tuttavia privi di importanza: il 29 settembre 1294, a un mese esatto dall’incoronazione a pontefice, promulgò infatti una mwgabolla pontificia con cui concedeva un'mwgqindulgenza plenaria a tutta l'umanità, senza distinzioni. Un evento eccezionale, visto che accadeva in un periodo in cui il perdono era spesso legato alla mwggspeculazione e al mwgwdenaro. La bolla, chiamata mwhamwhqInter sanctorum solemnia e meglio nota come mwhgBolla del Perdono, introduceva i concetti di mwhwpace, mwiasolidarietà e mwiqriconciliazione, e poneva solo due condizioni per ottenere il perdono: l'ingresso nella basilica di Santa Maria di Collemaggio «mwigdai vespri della vigilia della festività di San Giovanni fino ai vespri immediatamente seguenti la festività» – ovvero nell'arco di tempo compreso tra la sera del 28 e quella del 29 agosto (anniversario della sua investitura) di ogni anno – e l'essere «mwiwveramente pentiti e confessati». Emanando la Bolla del Perdono, Celestino V stabilì quindi un precedente del mwjaGiubileo universale della Chiesa cattolica; la consuetudine d'un periodico anno santo infatti, che mwjqPapa Bonifacio VIII avrebbe introdotto con cadenza secolare nel mwjg1300, trova così la sua prima formulazione (unica nel mondo a cadenza annuale) nel capoluogo abruzzese.cite-ref-storia-2-3[2] La tradizione popolare vuole che per lucrare l'indulgenza si debba attraversare una porta specifica, la mwkwPorta Santa, posta sul lato sinistro della Basilica di Collemaggio, che viene aperta solamente in occasione della Perdonanza. In realtà la Bolla chiede solo di entrare nella chiesa, dal momento che tale porta non esisteva all'epoca di Celestino V, ma fu aggiunta secoli dopo.
La cerimonia del Perdono
La prima celebrazione del Perdono ebbe luogo nel mwlg1295, contro la volontà del nuovo pontefice Bonifacio VIII, il quale in data 18 agosto aveva persino fatto promulgare una nuova bolla per annullare quella del suo predecessore. Il documento celestiniano, però, era stato conservato per volere dei cittadini dall'autorità civile comunale e quindi non era più in possesso e a disposizione della Chiesa; rispettando il dettato di papa Celestino V, quindi, la Bolla venne portata in corteo sino alla basilica di Santa Maria di Collemaggio, dove venne mostrata ai fedeli.cite-ref-storia-2-4[2] Da quel momento il 28 agosto costituì un appuntamento fondamentale per i pellegrini e i mercanti che giungevano in città, punto di passaggio oramai obbligato sulla mwmwVia degli Abruzzi, che da mwnaFirenze portava a mwnqNapoli.
La cerimonia divenne ancor più importante a partire dal mwqa1327, quando le spoglie di mwqqpapa Celestino V furono traslate nella basilica aquilana e conservate in un'apposita cappella, arricchita nel mwqgCinquecento da un mwqwmausoleo. Già negli anni successivi la cerimonia era contornata da vari eventi in città, tra cui un importante fiera mercantile. Dal mwraXV secolo invece, per imitazione di quanto avveniva in occasione del Giubileo romano, venne predisposto l'accesso ai fedeli da un portale laterale denominato mwrqPorta santa.cite-ref-storia-2-5[2] La Perdonanza continuò ad essere celebrata, anche se probabilmente ci fu un'interruzione di otto anni dal 1460 al 1467 sotto mwsgpapa Pio II, grazie ai cardinali mwswAmico Agnifili e mwtaGiovanni Battista Mellini e nel mwtq1477, con una spesa di circa duecento ducati, le autorità civili della città riuscirono a far riconoscere da mwtgPapa Sisto IV la conferma perpetua della cerimonia e la sua irrevocabilità; gli afflussi di pellegrini continuano, anche se in alcune circostanza diminuirono a causa di varie pestilenze.
Nel mwua1967 mwuqpapa Paolo VI, all'interno di un'opera di riordino delle indulgenze attraverso l'mwugmwuwIndulgentiarum doctrina e il mwvamwvqManuale delle indulgenze, riconobbe l'autenticità della Bolla mwvgInter sanctorum solemnia e confermò la validità religiosa della Perdonanza Celestiniana.
La durata temporale del Perdono
La Bolla di Celestino V prescriveva che l'indulgenza fosse data a chiunque fosse entrato nella Basilica "dai vespri della vigilia della festività di San Giovanni fino ai vespri immediatamente seguenti", quindi dal tramonto del 28 a quello del 30, dato che la festa di mwwqSan Giovanni Battista è celebrata il 29 agosto. Questa era probabilmente la pratica originale, poiché così è attestata la cerimonia negli scritti del mwwg1630 di Lelio Marino Lodeggiano, mwwwabate generale della mwxaCongregazione dei celestini; tuttavia il vescovo dell'Aquila, in disaccordo con questa interpretazione, affermava la durata di un singolo giorno per la Perdonanza. La disputa tra la Diocesi e i monaci celestini di Collemaggio, la cui causa era anche sostenuta dalle autorità civili, trovò risoluzione nel mwxq1677, quando il mwxgsacrista pontificio mwxwGiuseppe Eusanio, mwyaVescovo di Porfireone, fu incaricato di porre la questione davanti alla mwyqCongregazione per le indulgenze e le sacre reliquie; questa deliberò in favore della cerimonia di due giorni. Nei secoli fu continuata quindi questa pratica, come attestato da scritti dell'Accademia dei Velati (mwyw1694) e dalla "Guida storica della Città dell'Aquila" di Teodoro dei Baroni Bonanni (mwza1874), successiva addirittura alla soppressione dell'ordine dei celestini del mwzq1807; nel mwzg1932, però, fu messa in atto una rievocazione storica dell'incoronazione di Celestino V e in quell'occasione fu deciso di ridurre a un giorno il periodo del Perdono.
La Perdonanza oggi
Con il passare dei secoli l'evento piombò tuttavia nel disinteresse generale, tanto che nella seconda metà del mw2aXX secolo la cerimonia detta della mw2qPerdonanza, termine medievale riportato in vigore dal poeta abruzzese mw2gGabriele D'Annunzio,cite-ref-6[6] era ormai limitata alla funzione religiosa e a poco altro; solo tra gli mw3wanni settanta e mw4aottanta vi fu una riscoperta della figura di Celestino V e della sua Bolla del Perdono.cite-ref-ilcapoluogo-7-0[7]
Nel mw5g1983, l'allora sindaco dell'Aquila mw5wTullio De Rubeis decise di rilanciare la cerimonia: parallelamente alle manifestazioni religiose fu ripristinato il mw6acorteo storico (il mw6qCorteo della Bolla) per portare il documento dalla mw6gTorre civica di mw6wPalazzo Margherita (dove era stato trasferito dalla vecchia sede del mw7aForte spagnolo) fino alla mw7qbasilica di Santa Maria di Collemaggio immediatamente prima dell'apertura della Porta Santa. L'artista mw7gRemo Brindisi fu incaricato di progettare la nuova teca a forma di mw7waquila con cui viene portata la Bolla, e grazie alla collaborazione di storici ed artisti aquilani furono messe in atto numerose altre manifestazioni di carattere civico e sociale durante l'intera settimana precedente il rito, accentuando il doppio carattere mw8asecolare e mw8qreligioso della festa.cite-ref-ilcapoluogo-7-1[7] In quest'occasione, il rito religioso fu ripreso nella sua forma di un solo giorno introdotta nel mw9g1932.
All'inizio del mw-aXXI secolo è stata migliorata nuovamente l'offerta di celebrazioni e spettacoli che hanno avuto luogo nella settimana della Perdonanza: si sono esibiti durante le festività molti artisti, tra cui mw-qBiagio Antonacci, mw-gFranco Battiato, mw-wGoran Bregović, mw-aCarmen Consoli, mw-qPino Daniele, mw-gFiorella Mannoia, mw-wEnnio Morricone, mwaqaMassimo Ranieri, mwaqeZucchero Fornaciari.cite-ref-ilcapoluogo-7-2[7]
Nel mwaqc2011, la celebrazione è stata riconosciuta mwaqgPatrimonio d'Italia per la tradizione,cite-ref-8[8]cite-ref-9[9] ed è stata successivamente avanzata la richiesta per il suo inserimento nella lista dei mwarePatrimoni orali e immateriali dell'umanità patrocinata dall'mwariUNESCO.cite-ref-10[10] Quest'ultimo riconoscimento è avvenuto il 12 dicembre mwarc2019, data in cui la Perdonanza è stata ufficialmente iscritta nella "Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità".cite-ref-11[11]
Celebrazioni
Le festività hanno luogo durante l'intera settimana che precede l'apertura della mwar4Porta Santa, generalmente tra il 23 ed il 29 agosto di ogni anno. I tre appuntamenti principali dell'evento sono il cammino del Fuoco del Morrone (antecedente alla settimana festiva), il corteo della Bolla e, infine, l'apertura della Porta Santa della basilica di Santa Maria di Collemaggio.
Il Fuoco del Morrone
Il primo evento della Perdonanza è il cammino del "Fuoco del Morrone": questa tradizione si rifà al corteo con cui mwascPietro del Morrone, in sella ad un asino, partì dall'mwasgeremo di Sant'Onofrio al Morrone (nel comune di mwaskSulmona) e fece il suo ingresso trionfale all'mwasoAquila il 27 luglio 1294, attraversando varie località della mwassvalle Subequana e della mwaswconca aquilana. La rievocazione, iniziata nel 1980, prevede che i mwas0tedofori accendano la fiaccola, il "Fuoco" appunto, nell'eremo morronese e la portino di corsa, con un percorso di diverse giornate e attraversando vari comuni, fino ad arrivare in mwas4Piazza Palazzo, all'Aquila, dove accendono il tripode posto sulla mwas8torre civica, la stessa in cui è custodita la mwataBolla del Perdono, generalmente il 23 agosto, dando così inizio alla settimana di festività.cite-ref-fuoco-5-1[5]cite-ref-12[12]
Il corteo della Bolla
Dopo la settimana di eventi culturali e artistici, si svolge il 28 agosto un mwatscorteo storico e civile che da Palazzo Margherita raggiunge la mwatwbasilica di Santa Maria di Collemaggio, durante il quale la Bolla viene fatta sfilare davanti alla cittadinanza.cite-ref-corteo-13-0[13]
La rievocazione, istituita anch'essa nel 1983 e curata nella prima edizione dallo storico aquilano Errico Centofanti, vede le principali autorità civili e religiose sfilare insieme a numerosi figuranti in abiti d'epoca di foggia mwaumquattrocentesca; il corteo storico è preceduto da un corteo civile, di cui fanno parte numerose associazioni cittadine e in cui sono ospitati anche dei "forestieri", tra cui i rappresentanti delle autorità di mwauqRottweil, città gemellata, e della mwauuNobile Contrada dell'Aquila di mwauySiena; altro elemento del corteo è la presenza dei gonfaloni dei mwaucQuarti, i rioni storici della città.cite-ref-corteo-13-1[13]
All'interno dei figuranti si possono riconoscere tre personaggi principali, che sono:cite-ref-corteo-13-2[13]
• la mwavmDama della Bolla, che è la ragazza scelta per portare la Bolla del Perdono (in realtà dal 1997 per esigenze di conservazione la Dama reca solo la teca, poggiata su un cuscino, dove precedentemente era custodito il documento);cite-ref-comune-14-0[14]
• il mwavkGiovin Signore, che è il ragazzo che accompagna la Dama e reca il ramo d'ulivo utilizzato nell'apertura della Porta Santa;
• la mwavsDama della Croce, che è la ragazza che porta il dono (una "Croce" appunto) con cui la cittadinanza ringrazia colui che aprirà la porta. Non si conosce il motivo per il quale, nei 40 anni di celebrazione del corteo (dal 1983) il figurante di papa Celestino V non è presente nello stesso, essendo, tra l'altro, lui nel diritto di portare la "sua" "Bulla" e consegnarla al vescovo della città dinnanzi alla Porta Santa.
Il percorso comprende generalmente il passaggio per mwav0Piazza Palazzo, mwav4Corso Vittorio Emanuele, mwav8Corso Federico II, Viale Francesco Crispi e Viale di Collemaggio sino alla basilica.
Nel 2025, il Corteo della Bolla e lo spazio urbano coinvolto sono stati analizzati con un approccio urbanisticocite-ref-15[15]. Il rito in questione è una manifestazione sociale ciclica che può influenzare l’organizzazione spaziale e funzionale degli insediamenti anche tramite pratiche sociali e progettuali pluriscalari e multidisciplinari, da cui una complessa interpretazione dei luoghi coinvolti nell’evento. La città, infatti, è il palcoscenico e la scenografia delle manifestazioni rituali, ma anche il luogo in cui il dialogo tra l’uso e la forma trova sintesi in base alle condizioni contestuali. La consapevolezza del ruolo del rito nella tematizzazione degli spazi pubblici aperti e del costruito può trovare risposta in strumenti urbanistici agganciati alla realtà del digitale connesso. Il mwawuProgetto Urbano Inforelazionato permette, infatti, di definire e connettere una serie di componenti della città che sono ritualizzati dall’attuale comunità partecipante. Il Corteo della Bolla può contribuire a valorizzare gli spazi urbani, trasformando la città non solo in luoghi di vita quotidiana, ma anche in teatri di cambiamento sociale e politico tramite un progetto consapevole e contestualizzato.
L'apertura della Porta Santa
«Apritemi le porte della giustizia:
voglio entrarvi e rendere grazie al Signore.
È questa la porta del Signore,
per essa entrano i giusti.»
(Parole di benedizione all'apertura della Porta Santa)
L'mwawkindulgenza vera e propria inizia il 28 agosto al tramonto, cioè al termine del corteo storico; dal mwawoXV secolo venne predisposto l'ingresso alla basilica di Santa Maria di Collemaggio mediante un'entrata laterale, che porta il nome di Porta Santa. La cerimonia prevede la consegna del documento da parte della Dama della Bolla alla massima autorità civica (oggi il mwawssindaco) che ne dà pubblica lettura; quindi un mwawwcardinale, appositamente designato dalla mwaw0Santa Sede, batte per tre volte sulla porta con un ramo d'ulivo, donatogli dal Giovin Signore, e rende possibile l'ingresso alla basilica e quindi il raggiungimento dell'indulgenza; il cardinale viene poi ringraziato dal sindaco con il dono consegnatogli dalla Dama della Croce.cite-ref-corteo-13-3[13]
• 1982 • Corrado Bafile
• 1983 • Carlo Confalonieri
• 1984 • Ferdinando Antonelli
• 1985 • Corrado Ursi
• 1986 • Antonio Innocenti
• 1987 • Jozef Tomko
• 1988 • Achille Silvestrini
• 1989 • Salvatore Pappalardo
• 1990 • Giuseppe Caprio
• 1991 • Jérôme Hamer
• 1992 • Fiorenzo Angelini
• 1993 • Angelo Sodano
• 1994 • Virgilio Noè
• 1995 • Vincenzo Fagiolo
• 1996 • Roger Etchegaray
• 1997 • Pio Laghi
• 1998 • Vincenzo Fagiolo
• 1999 • Salvatore De Giorgi
• 2000 • Virgilio Noè
• 2001 • Giovanni Battista Re
• 2002 • Vinko Puljić
• 2003 • Sergio Sebastiani
• 2004 • José Saraiva Martins
• 2005 • Renato Raffaele Martino
• 2006 • Attilio Nicora
• 2007 • Crescenzio Sepe
• 2008 • Giovanni Coppa
• 2009 • Tarcisio Bertone
• 2010 • Walter Kasper
• 2011 • Angelo Comastri
• 2012 • Francesco Coccopalmerio
• 2013 • Domenico Calcagno
• 2014 • Ennio Antonelli
• 2015 • Beniamino Stella
• 2016 • Edoardo Menichelli
• 2017 • Gualtiero Bassetti
• 2018 • João Braz de Aviz
• 2019 • Giuseppe Bertello
• 2020 • Matteo Maria Zuppi
• 2021 • Enrico Ferocicite-ref-17[17]
• 2022 • papa Francescocite-ref-18[18]
• 2023 • Marcello Semeraro
• 2024 • Giuseppe Petrocchi
• 2025 • Pietro Parolin
La Bolla del Perdono rimane poi esposta per un giorno intero all'interno della basilicacite-ref-19[19] e allo stesso modo la Porta Santa resta aperta sino al tramonto del giorno successivo, il 29 agosto, quando si effettua la cerimonia minore di chiusura presieduta dall'mwaysarcivescovo dell'Aquila.cite-ref-comune-14-1[14]
Note
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su perdonanza-celestiniana.it.
• citerefunesco-ich(EN, ES, FR) Perdonanza Celestiniana, su ich.unesco.org, UNESCO.
• mwamuSito del Movimento Celestiniano, su movimentocelestiniano.it.